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Anno Scolastico 2018 -19

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Atto di indirizzo al Collegio Docenti

Istituto Comprensivo San Giovanni in Marignano

  Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado

Via Ferrara,30 – 47842 San Giovanni in Marignano (RN) – Tel. 0541-955436 Fax 0541-956402

http://icmarignano.scuolerimini.it     E-Mail: icmarignano@rimini.com   Cod. Fisc.: 82008350405

 

 

 

        Prot. n. 3512/2.2.1 e la data del 4/10/11                                                S. Giovanni in Marignano,

 

 

Oggetto: Atto di indirizzo al Collegio dei Docenti – Direttiva n. 1

 

Premessa:

è bene precisare che la formulazione della presente direttiva è compito “istituzionale” del dirigente scolastico, organo di governo e di coordinamento dell’Istituzione Scolastica con poteri e doveri di indirizzo, progettazione, promozione e gestione in campo formativo/organizzativo, e che l’intendimento è dunque quello di fornire una sorta di bussola che indichi gli obiettivi strategici a tutti gli attori: il dirigente stesso, gli operatori scolastici, gli organi collegiali (e perché no? i soggetti esterni, ivi compresi gli utenti) impegnati in compiti di pianificazione, conduzione, controllo della “macchina” scolastica.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

-          Visto l’art. 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 commi 1.2.3;

-          Visti gli art. 3,4,5 e 6 e3p d.p.r. 16 aprile 1994, n.297;

-          Visto l art. 7 del Decreto Leg. vo 16 APRILE 1994 N. 297 ;

-          Visto il D.P.R. 20 MARZO 2009 , N. 89 , recante “ Revisione dell assetto ordinamentale ,

           organizzativo e didattico della Scuola dell Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione ai sensi

           dell art. 64 , comma 4 , del Decreto Legge 25 GIUGNO 2008 , N. 112 , convertito , con

           modificazioni , dalla Legge 4 AGOSTO 2009 , N. 133 ;

-          Visti gli artt. 26 – 27 – 28 - 29 del CCNL Comparto Scuola ;

-          Tenuto conto degli interventi educativo - didattici posti in essere nei precedenti anni

           scolastici

-          Esaminato il piano dell’Offerta formativa dell’Istituto

emana al Collegio dei docenti

la seguente direttiva finalizzata al perseguimento dei sotto elencati obiettivi:

  1. Rendere coerente il piano dell’offerta formativa a livello di scelte curricolari ed extracurricolari ( progetti di ampliamento dell’offerta formativa);
  2. Migliorare la qualità dei processi formativi individuando gli aspetti essenziali del servizio e i relativi standard;
  3. Trovare modalità e forme per presidiare il piano dell’offerta formativa nelle fasi di realizzazione, monitoraggio e autovalutazione dei risultati;
  4. Individuare gli strumenti per garantire l’unitarietà dell’offerta formativa, nel rispetto della libertà di insegnamento;
  5. Esercitare l’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo volta all’innovazione metodologica e didattica, nonché la formazione e l’aggiornamento culturale e professionale del personale scolastico;
  6. Curare i processi di comunicazione organizzativa interna ed esterna.

Quanto finora premesso ha il solo scopo di orientare l’attività decisionale del collegio dei docenti in ordine ai contenuti tecnici di competenza, facendo emergere gli obiettivi all’interno di un quadro generale e di sistema della cui gestione, a norma del D.lgvo 165/2001, è invece responsabile il dirigente scolastico.

. Infatti, il dirigente scolastico, a norma dell’art. 25 del D.lgvo 165/2001:

-          assicura  la gestione unitaria della scuola;

-          valorizza le risorse umane;

-          è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali;

-          è responsabile dei risultati del servizio;

-          organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia;

-          promuove tutti gli interventi necessari  per assicurare  la qualità dei processi formativi, la collaborazione delle risorse  culturali, professionali, sociali ed economiche, l’esercizio della libertà di insegnamento intesa anche come  libertà di ricerca metodologica e didattica, l’esercizio della libertà di scelta  educativa delle famiglie, l’attuazione del diritto all’apprendimento da parte degli alunni

 

Pertanto, gli obiettivi sopra individuati sono il risultato di un’attenta ancorché incompiuta analisi del piano dell’offerta formativa già predisposto dalla scuola da alcuni anni ed adottato dal Consiglio di istituto, essenzialmente come documento descrittivo  di quanto la scuola propone agli studenti e, per essi, al contesto sociale in cui opera. Infatti, si limita a dichiarare le scelte effettuate a livello generale, senza indicare come le stesse scelte si implementino nella fase realizzativa e come venga verificata e valutata la loro efficacia didattica.

 

           Gli interventi volti al potenziamento ed arricchimento dell Offerta Formativa dovranno  

           costituire oggetto di un piano organico che trova nel curricolo obbligatorio la sua radice

           fondativa. Essi mireranno a garantire , attraverso opportune attività didattiche , il diritto di

           apprendere e la crescita culturale di tutti gli alunni, valorizzando le diversità, promuovendo

           le potenzialità di ciascuno e adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del

           successo formativo. Le predette attività dovranno svolgersi in forma laboratoriale , dove

           per laboratorio si intende soprattutto la situazione didattica in cui l alunno attivo discute e

           argomenta le proprie scelte, costruisce significati , progetta e sperimenta . impara a  

           raccogliere dati ed a confrontarli con i modelli ipotizzati , usa strumenti adeguati ( oggetti

           materiali, software…..) per rafforzare la propria attività di pensiero.

 

 Per promuovere la qualità dei processi formativi occorre :

·         Guardare alla centralità dellalunno , sia in termini di attenzione al suo sviluppo sia in termini di azioni educativo – didattiche finalizzate alla sua formazione ;

·         Utilizzare la Scuola come Laboratorio di Ricerca – Azione finalizzando il suo intervento allo sviluppo dell identità degli allievi riconoscendone le differenze di genere ed i conseguenti criteri di lettura della realtà , integrandone le diversità ;

·         Orientandoli verso una consapevolezza sociale , basata sulle regole e sullassunzione di responsabilità ;

·         Utilizzando la pedagogia delle differenze , la pedagogia dellerrore nonché metodologie e strategie alternative funzionali a determinare interesse, confronto e motivazione negli alunni e negli adulti (Operatori Scolastici e Genitori ) ;

·         Guardare alladulto come modello di riferimento , attraverso una costante riflessione ed un continuo interrogarsi sul proprio ruolo e sulla propria funzione ;

·         Proporre un modello di determinazione di rigore intellettuale e di attenzione alle dimensioni personali ;

·         Porre in essere lintegrazione tra culture , soggetti e modelli educativi diversi per una relazione d aiuto reciproca ;

·         Creare un clima relazionale positivo come dimensione quotidiana da costruire e perseguire giornalmente attraverso la volontà di tutti gli operatori scolastici ;

·         Pensare alla scuola come luogo di educazione ed istruzione in cui si apprendono i saperi tradizionali ed i nuovi saperi indispensabili per orientarsi nella vita ;

 

·         Far leva sulla motivazione di ciascuno per promuovere il processo di formazione dellallievo e sviluppare la cultura del territorio nellottica delleducazione permanente ;

·         Sperimentare nuovi percorsi educativo – didattici nell’ambito linguistico e logico – matematico.

 

Nel corso del nuovo anno scolastico non sfugge la necessità di coordinare i risultati formativi all’interno dei tre ordini di scuole affinché in una logica di continuità, essi possano rappresentare i prerequisiti di ingresso negli anni ponte dall’infanzia alla primaria, dalla primaria alla secondaria di primo grado e fino all’ingresso della secondaria di secondo grado.

Un aspetto rilevante è rappresentato dalla coerenza e congruenza dei progetti dell’offerta formativa. Si pone con forza il problema di quanti e quali progetti fare, alla luce non soltanto della compatibilità delle risorse a disposizione dell’istituto o alla richiesta dell’utenza, ma soprattutto della loro valenza formativa. E, in questo campo, spetta al collegio dei docenti dare indicazioni al dirigente scolastico.

Altro aspetto non secondario sia sotto il profilo giuridico che sotto il profilo formativo è l’unitarietà del servizio, che va vista come capacità dell’istituto comprensivo, attraverso l’azione collettiva, di assicurare standard formativi e prestazioni essenziali a tutti gli alunni, sfuggendo ad una gestione individualistica dell’insegnamento sia ad un’autoreferenzialità che mal si concilia con le esigenze di trasparenza e di rendi contabilità cui le istituzioni scolastiche autonome sono chiamate.

Ciò comporta la necessità di predisporre un piano di revisione del curriculo verticale dell’istituto attraverso l’esercizio concreto dell’autonomia di ricerca/sperimentazione/sviluppo nell’ambito delle sezioni/classi parallele e dei dipartimenti disciplinari, ma anche arricchendo le competenze professionali e sviluppando un’articolazione della funzione docente sempre più qualificata e complessa.

La criticità delle risorse umane è unanimemente riconosciuta in tutte le organizzazioni, ma certamente nella scuola ha una sua peculiarità e rilevanza che non sfugge a nessuno: la qualità di una scuola  ha come condizione essenziale  una elevata qualità della professionalità docente, ma anche la capacità dei singoli professionisti di porsi all’interno  di una logica di sistema che vede il contributo di ciascuno all’interno del POF.

Infine emerge la necessità di rivedere costantemente ed in modo non formale la relazione educativa con gli alunni, la comunicazione con le famiglie, la collaborazione tra i docenti dei consigli di intersezione, interclasse e di classe. E tutto ciò perché il nostro istituto deve costantemente realizzare ciò che dichiara di fare e, in particolare, la promozione del benessere e del divenire; l’educazione alla responsabilità, alla democrazia, al rispetto delle regole, al rispetto di sé e degli altri, dell’ambiente e dei luoghi delle nostre scuole.

A volte, presi dallo svolgimento della programmazione e dei connessi impegni, i docenti trascurano aspetti più chiaramente educativi quasi che l’insegnamento e l’apprendimento possano essere considerati variabili indipendenti rispetto a fenomeni e comportamenti che gli alunni manifestano a scuola e di cui la scuola non si preoccupa e non si cura. Segnali di incuria delle aule e di altri spazi degli edifici scolastici, noncuranza di norme di sicurezza, divieti disattesi, atti di prepotenza devono richiamare l’attenzione dei docenti al rispetto da parte di tutti delle regole su cui si fonda la convivenza a scuola e il benessere di tutta la comunità che ha bisogno, per essere veramente tale , di senso di appartenenza.

Tra gli aspetti formativi, vanno annoverate le attività di orientamento, le uscite sul territorio, la partecipazione alle manifestazioni socioculturali e i viaggi d’istruzione che sono parte integrante della programmazione educativa e didattica: momenti formativi di approfondimento delle conoscenze

 

Augurando a tutti un buon anno scolastico porgo cordiali saluti

 

                                                                                                 IL DIRIGENTE SCOLASTICO

                                                                                                   Dott.ssa Anna Maria Sanchi

 Atto di indirizzo al Collegio Docenti



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